La Cina ruba l'F-35

Incredibile…

Oh be’, viste le (in)capacità dei cinesi di copiare non vedo grossi problemi :wink:

Non ne sarei tanto sicuro

Bene, così lo compriamo da loro che costa meno!! :roflmao:



non dovrebbe essere un grosso problema: l’altissima tecnologia militare raggiunta in una manciata di anni ha reso obsoleti questi gioielli, che tra le altre cose costano due occhi della testa… in campo missilistico ci sono armi che di fatto rendono innocuo qualsiasi aereo pilotato da bordo (missili che possono sopportare 35g)

Non solo i nuovi aerei costano carissimi, ma probabilmente, nello scenario attuale nemmeno servono.
E’ piuttosto difficile immaginare uno scontro tra forze aeree all’avanguardia in un momento storico come questo, mentre è molto più verosimile una condizione di grande disparità tecnologica (es Afganistan, Iraq, Libia ove le forze che si opponevano alla coalizione occidentale in pratica non avevano una tecnologia paragonabile)

Dico la mia:

  1. Non sono assolutamente sorpreso dalla notizia. Lo spionaggio industriale e militare c’è sempre stato e per un paese con enormi risorse ma un livello tecnologico ancora inferiore all’Occidente, qual’è la Cina, rappresenta spesso il modo migliore per colmare il gap.
  2. Se lo copiano di sicuro non sarà valido quanto l’originale, ma non dovendo svilupparlo in proprio spenderanno comunque infinitamente meno di quando stiamo spendendo noi, quindi il gioco vale assolutamente la candela.
  3. Il discorso di Bud è vero fino ad un certo punto. La famosa super-manovrabilità è stata sviluppata negli anni '80 per superare altri caccia in combattimento manovrato e per “seminare” i missili della generazione di allora; cosa possibile perché fino all’introduzione dell’AIM-120 e dei russi AA-11 e 12 negli anni '90 i missili aria-aria avevano prestazioni pessime sia per quanto riguardava il “target tracking” che soprattutto la manovrabilità (unica eccezione l’AIM-9L, che è tutt’ora un buon missile, anche se superato). Ovviamente i missili si sono evoluti di conseguenza e oggi possono manovrare ai limiti della fisica, dove nessun pilota umano potrà mai evaderli, ed in ultima analisi Bud ha ragione nel senso che in futuro l’aereo da combattimento pilotato molto probabilmente scomparirà e la guerra aerea sarà tutta automatica (o robotica, se preferite).
    Però la tecnologia attuale è immatura e per almeno i prossimi 50 anni ci vorranno ancora aerei pilotati ad alte prestazioni. Inoltre, se non puoi individuare un aereo, non puoi neppure colpirlo e non importa quanto agile sia il missile che gli lanceresti contro. Ed infatti ecco che i vari caccia di 5a generazione pongono tutti l’accento sulla bassa rilevabilità.
    Quindi, per quanto mi rigarda, non li darei ancora per “morti” o inutili: lo stesso errore è già stato fatto negli anni '50 per il cannone a bordo e pure per il caccia pilotato stesso (vedi l’Avro Canada Arrow), in entrambi i casi ritenedo che fossero sistemi superati in confronto ai missili guidati…
  4. Per rispondere a Paolo: secondo me mantenere il controllo della più avanzata tecnologia militare serve ad impedire che altri o ti superino (questo vale anche per chiunque produca prodotti tecnologici e non voglia perdere quote di mercato), oppure ti attacchino confidando che la superioriatà del loro numero compensi per un’eventuale arretratezza dei mezzi militari. La storia è piena di esempi a riguardo, dalla falange macedone alla bomba atomica, passando per le legioni romane (e le strade che consentivano di spostarle rapidamente), l’arco lungo inglese, la cavalleria pesante francese e polacca, il revolver ed il fucile a ripetizione nel West o la mitragliatrice nei conflitti coloniali, la flotta inglese… sono tutti fattori dominanti in ambito militare che hanno garantito ai loro possessori dominio, prosperità e soprattutto sicurezza (basta pensare a cosa sarebbe successo senza la bomba atomica). Quindi avere l’F-22 o il Typhoon significa ad esempio che un paese ostile sarà (si spera) dissuaso dal muoverci guerra. Il risvolto della medaglia è che questa stessa superiorità militare ci consente di fare un po’ i comodi nostri quasi ovunque, vedi i vari conflitti a bassa intensità degli ultimi 20 anni, a mio modesto parere tutti piuttosto ingiustificati o evitabili.
    In sostanza: personalmente approvo del tutto lo sviluppo ed il mantenimento della massiva tecnologia militare (il “cutting edge”, come lo chiamano gli anglofoni) come strumento di difesa “passiva” e di garanzia della sicurezza, ma lo deploro quando utlizzato al fine di controllare i popoli (anche quello del proprio stesso stato).

Caro Banzi, analisi più che corretta, vista dalla visione di un tecnico quale sei!
Concorderei in toto con te se non fosse per i tempi attuali in cui viviamo, fatti di recessione, Stati alla “quasi” bancarotta, popoli “quasi” affamati e tartassati di tasse!! :mad:

I tempi delle cannoniere e della prova dei muscoli sono finiti, oggi neanche più gli USA si possono permettere di affrontare 2 conflitti in diverse parti del globo e hanno già delle grosse difficoltà a mantenere la flotta atlantica e quella del pacifico sempre agli standard del combat ready!:rolleyes:

Le guerre di schieramenti, di eserciti, di marine ed aviazioni sono finite! Costerebbero troppo a chi le dovesse affrontare e l’opinione pubblica non sarebbe disposta a sostenere un conflitto che costerebbe miliardi e miliardi di euro/dollari, senza contare l’enorme perdita di vite umane che la moderna tecnologia sarebbe in grado di procurare. :frowning:

La prova di forza è ancora tutt’oggi il possedere armi nucleari o ancora più economicamente e tecnologicamente sostenibile, avere la possibilità di fare le “bombe sporche”.
Oggi le guerre guerreggiate si combattono a colpi di bond, spred, inflazione, speculazione, corruzione, aperture ai flussi migratori dove poveracci si riversano in massa sulle nazioni più economicamente floride, sino a soffocarle e ridurle in povertà!
Per combattere tutto questo non servono nuove tecnologie o nuove armi, bastano e avanzano quelle che ci sono già! :frowning:



Sarebbe vero se tutti la pensassero così. Se però ti fermi e un altro non lo fa, allora gli dai la possibilità di superarti e, in prospettiva, di dominarti.
I rapporti fra stati non alleati sono una forma di compezione dove chi si ferma è perduto. Ripeto, secondo me è come il capitalismo competitivo delle aziende tecnologiche: se smetti di investire in ricerca e sviluppo e lasci che i competitors ti raggiungano, alla fine scompari…
E aggiungo: pensa se la bomba atomica, invece che gli USA, l’avessero avuta per prima i nazisti o i sovietici… dove saremmo ora?

Banzi, il tuo discorso è corretto… ma l’osservazione che ho sopra espresso non è un mio parere, ma quello di un mio carissimo Amico, Generale AMI ed ex navigatore (e di fatto gestore dell’armamento di bordo) Tornado, ex Com.te di base operativa strategica NATO, per cui parere più che attendibile :smiley:

Non discuto il fatto che sia attendibile, ma quello che forse è un’affermazione un po’ troppo “estrema” e che considera solo un lato della medaglia, e non la faccenda per intero.
E poi, se i Phantom in Vietnam non avevano il cannone e dovevano usare 3 Sidewinder per abbattere un Mig a un km di distanza, la colpa non era certo dei piloti, ma dei generali che tanta fiducia avevano riposto nei missili…:wink: